La musica al tempo del silenzio

Pubblico nuovamente questo bellissimo articolo scritto al tempo del lock down da Riccardo Lanfranchi e dedicato alla cara amica e bravissima pianista Simona Rosella Guariso.  R.

Nel suo significato più alto la musica è espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano, viene da chiedersi: “cosa c’è di più importante e di più necessario?”. Eppure la vita dell’artista, anche del più ispirato e talentuoso, spesso si rivela tutt’altro che semplice. Dopo lunghi e duri anni di lavoro, perché la formazione di un musicista non finisce mai, ci si trova in periodi come questo a dover combattere per rivendicare una “Professione” che come tale va riconosciuta, tutelata e protetta; il silenzio dei musicisti in questi mesi, in cui teatri e sale da concerto sono chiusi, rende tutti noi un po’ più poveri e un po’ più soli. La professione del musicista, a differenza di molte altre, non ha un volto univoco e può avere molte connotazioni: il concertista, il compositore, il docente, il direttore artistico ecc. Simona Rosella Guariso, oramai da anni, ha imparato a essere tutto ciò, alternando e integrando molteplici attività, ma ora che il mondo si è preso una pausa, ora che regna il silenzio, sembrano tornare le note del suo racconto musicale.

La Musica è un’arte potente. Ogni suono, ogni vibrazione ha la capacità di illuminare il cuore umano e di risvegliare la sua coscienza. E’ un pensiero che porto con me fin dalla mia fanciullezza, ed ora con più profonda consapevolezza. Nasco come pianista, in un contesto familiare dove l’arte musicale era coltivata nel quotidiano, anche come necessità interiore. Compiuti gli studi pianistici al Conservatorio “G.Verdi” di Milano, intrapresi lo studio della composizione, su prezioso consiglio di Bruno Bettinelli. Ancor oggi gli sono grata, perché ho scoperto una parte della mia creatività nascosta. Il patrimonio storico musicale compositivo è immenso e spesso da studentessa mi dicevo che tutto era già stato scritto, già sperimentato, già espresso. E così, per un certo periodo, smisi di scrivere. Ora, da molti anni, penso e sento che l’atto del comporre ha un compito indispensabile: educare alla Bellezza. Una Bellezza portata nel quotidiano, attraverso i nostri pensieri, i nostri gesti, i nostri sentimenti, per diventare il manto della nostra anima. Proprio in questo folle e instabile periodo storico, ho ritrovato la vera e sana dimensione del silenzio nello scrivere musica e nella vita, e la conferma che l’essere umano ha realmente bisogno della Bellezza espressa attraverso l’Arte per poter evolvere.

“Vita silenziosa” è il titolo del brano composto nel mese di Aprile di quest’anno, per pianoforte, ispirato ai quadri di Giorgio Morandi. Un pittore che amo particolarmente perché, attraverso le sue opere, ha lasciato una grande lezione di vita, raggiungendo l’essenza, la verità e la spiritualità. “Vivi ancora” , sempre per pianoforte, ispirato ad un fatto di vita drammatico realmente accaduto ad un uomo, a me caro, dove è forte il messaggio di speranza, di luce e di amore. Anche in altre due composizioni, scritte precedentemente per pianoforte, vi è un simile pensiero e respiro musicale, dato dall’ascolto di alcuni canti mistici bulgari. “Il Cantico di Svar” , dove Svar in antico sanscrito significa Luce, nel senso di un’apertura verso la conoscenza e “Probujdam” che in bulgaro significa risveglio, ovvero il risveglio della coscienza, dove ha inizio la manifestazione dell’anima nell’uomo. Nella mia “eterna” ricerca interiore emerge, oggi con maggior intensità espressiva, la necessità di raggiungere il cuore degli esseri umani, affinché possano sentire il respiro della loro anima.

Riccardo Lanfranchi

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