Blocchi mentali e automatismo, come si impara

Cosa sono i blocchi mentali e cosa c’entrano con l’automatismo e l’abitudine? si parla di limiti, blocchi mentali, credenze fuorvianti e libertà di vivere senza condizionamenti negativi. Sono dentro di noi e nei nostri pensieri quotidiani,  quei convincimenti limitanti che modificano il nostro agire togliendoci apertura mentale e conseguentemente opportunità.

Come impariamo ad andare in bicicletta

Scopriamo che gran parte delle nostre abilità e azioni quotidiane, sono interiorizzate e automatizzate. Il cervello, dopo un certo numero di tentativi, ha memorizzato i micro-movimenti necessari per pedalare senza cadere. Una volta interiorizzato il meccanismo, lo esegue senza sforzo e senza pensiero attivo. Pedalare e stare in equilibrio su due ruote è diventato appunto un automatismo.

Abbiamo citato un esempio di  interiorizzazione di un azione che produce un effetto positivo, andare in bicicletta e stare in equilibrio automaticamente.

Così come possiamo interiorizzare un metodo o un concetto positivo, è altrettanto vero che possiamo assorbire limiti, paure e preoccupazioni nello stesso identico modo.

Si tratta di un collegamento neuronale tra sinapsi.

Una volta assorbito un meccanismo, un azione o un pensiero, questi  diventeranno interiori ed automatici, quasi come una seconda natura.

Il tutto avviene in assenza di consapevolezza  e a livello inconscio.

Che collegamento c’è tra blocchi mentali e abitudini?

Il collegamento è dato dai nostri pensieri. Allenando il pensiero a lavorare sempre al negativo, si produrrà un automatismo in tale senso, e sarà inconscio e privo di consapevolezza.

Esempio di negatività interiorizzata:

Un individuo ha interiorizzato il pensiero che gli altri sono negativi, che il mondo è brutto e gli uomini sono tutti orchi. Il concetto limitante è stato interiorizzato a causa di poche esperienze sfortunate e informazioni provenienti dalla famiglia di origine.

Una volta assunti a livello inconscio questi concetti, diventeranno un automatismo di pensiero ben radicato. Quando l’individuo così programmato incontrerà persone nuove, queste saranno parametrate in base alla regola interiorizzata e automaticamente si avrà una valutazione negativa istintiva  senza motivazioni oggettive. Ci sarà una reazione istintiva con un comportamento di chiusura o di sospetto verso la nuova relazione, producendo effetti negativi di ritorno rafforzando ulteriormente  quanto già memorizzato a livello inconscio.

E’ provato che si è sensibili e predisposti ad assumere concetti che confermano le credenze già precedentemente stabilite.

 Come sfruttare questo meccanismo e metterlo al nostro servizio

Ogni confine è un limite, che sia fisico o mentale: il nostro cervello, per istinto, interiorizzerà una serie di concetti e credenze che faranno da perimetro o confine nella nostra vita. Ciò è necessario perché la macchina umana possa procedere senza fatica nello svolgimento di diverse azioni che richiedono automatismi. Andare in bicicletta, studiare, imparare a suonare uno strumento, individuare pericoli, intuire opportunità.

L’equilibrio tra interiorizzazione di elementi positivi e negativi è delicato e di difficile controllo.

Tuttavia possiamo focalizzare la nostra attenzione sul pensiero ripetuto, cercando quei pensieri negativi dovuti a fatti pregressi, convincimenti creatisi nel corso del tempo, credenze ereditate dalla famiglia, che fungono da “blocco mentale” impedendo al nostro cervello di interpretare la realtà senza filtri,  limiti o “catene” mentali.

Con l’esercizio e l’applicazione di alcune tecniche è possibile imparare a costruire abitudini mentali positive o invertire riprogrammando credenze e interiorizzazioni che frenano limitando il campo di azione.

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Blocchi mentali e credenze

Libri: Le vostre zone erronee di Wayne W. Dyer

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