Fantapolitica: organizzazione sociale in un futuro distopico dove i figli sono di tutti

Si può immaginare un mondo perfetto, dove i figli, come in un immenso alveare, appartengono alla comunità e non ai singoli genitori. I nuovi individui saranno tutelati dalla società intera per quanto riguarda i diritti primari come alimentazione, salute, istruzione, alloggio.

Immaginiamo una donna che diventi madre e che abbia automaticamente la stima e la protezione della società intera, oltre al sostegno economico, sociale, sanitario e culturale. A spese totali della collettività.

L’evoluzione del metodo della comune in voga negli anni 68/70.

VANTAGGI PER…

Uomini:  Il genitore biologico di sesso maschile otterrebbe l’annullamento totale della responsabilità personale sulla prole, vissuta oggi per lo più come un onere che sempre meno individui sono disposti ad accollarsi. Un uomo potrà scegliere di procreare insieme ad una donna sapendo che la collettività fornirà al nuovo individuo tutto il sostegno per la sua crescita,  sia fisica che psicologica. La scelta di occuparsi di quel singolo individuo geneticamente a lui legato, sarà quindi libera e leggera.

Un uomo che non possa o non desideri riprodursi, potrà vivere liberamente questa scelta e sentirsi comunque il padre collettivo della comunità di appartenenza. Lavorerà per se stesso e in parte per tutti gli altri, senza avere singole pesanti responsabilità né obblighi sociali.

Donne: Il genitore biologico disesso femminile, avrà la possibilità di scegliersi il compagno di procreazione più affine dal punto di vista genetico. La scelta sarà meno soggetta ai vincoli economici e sociali. Che il tuo compagno sia un commercialista benestante, o un viandante sconosciuto, sarà ininfluente al fine della tutela della prole. Ci saranno più figli geneticamente adatti e meno bambini nati in famiglie create per motivi di sostentamento della parte femminile, ancor oggi, economicamente più debole rispetto a quella maschile. Il minor legame con un singolo uomo, diminuirà anche l’ansia di possesso che, ancora oggi, produce femminicidio e problemi seri nella coppia che finisce di essere tale.

Una donna che non possa o non desideri riprodursi, potrà vivere liberamente questa scelta e sentirsi comunque la madre collettiva della comunità di appartenenza. Lavorerà per se stessa e in parte per tutti gli altri, senza avere singole pesanti responsabilità né obblighi sociali.

Prole: il futuro di un popolo è frutto di attenzione e protezione delle generazioni a venire. Con tutti i bambini cresciuti e protetti nella sicurezza e nell’amore collettivo, i risultati saranno ottimali. Non più figli frustrati a cui è richiesto di lottare per emulare il padre e figli sfruttati e senza futuro a cui mancano i fondamentali per una crescita sana e consapevole. Ogni ragazzo avrà la possibilità di sfruttare e amplificare le proprie caratteristiche personali e farle diventare una risorsa da condividere a livello di comunità, per il vantaggio di tutti. Una partenza uguale per tutti, una minor competizione tra le persone con annullamento quasi totale dell’ansia e della rabbia. Maggior concentrazione sulle passioni e sulla crescita individuale e culturale in un ottica ancora collettiva di sostegno e aiuto reciproco.

Anziani: il modello di tutela e protezione della prole, sarà successivamente replicato nella terza età, dove si torna deboli e bisognosi di sostegno e aiuto. L’anziano, una volta persa la capacità produttiva, sarà tutelato al pari del bambino nei bisogni primari di cura e sostentamento da tutta la collettività. Non saranno i figli genetici i responsabili della loro cura, ma i figli collettivi.

Modello sociale per alcuni aspetti simile a quello della comune utilizzato dalla società hippy degli anni 60-70 durante la contestazione giovanile.

Per trasformare un modello di famiglia chiusa composta da pochi individui molto legati tra loro ma nettamente separati dal resto della comunità in un modello di famiglia allargata e comune, è necessario modificare il pensiero limitante di “possesso” di un individuo su un altro.

Il processo può essere lunghissimo e di difficile realizzazione, ma una volta approntata una società sul modello collettivo, i vantaggi supereranno sicuramente le inevitabili difficoltà di adattamento.

Fantapolitica, distopico

 

 

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